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Visualizzazione dei post con l'etichetta ricordi

Le nasse

Le nasse è un racconto nostalgico dedicato alla mia famiglia. L'ho scritto in Agosto, sulla scorta dell'emozione del ricordo di alcuni luoghi di mare legati alla mia infanzia. Spero vi piaccia.  

Il bagno rotto

Con questo post presento un nuovo racconto, una storia sospesa tra ricordi di mia madre e leggerezza, che ho chiamato  Il bagno rotto. L'ho scritto nella seconda parte del 2021, ma recentemente l'ho rivisto, alleggerito in alcune parti e reso più agile. Credo che, adesso, funzioni meglio, per cui mi sono deciso a pubblicarlo. Spero vi piaccia.  

Tre racconti di Natale

Con il volumetto Tre racconti di Natale ho raccolto e stampato i miei ultimi tre racconti, che potete trovare anche qui tra i post di Old Curiosity Blog: Il tavolo di ceramica di Caltagirone (2020), Babbo Natale Rock (2021) e Il desiderio (2022). Non una vera pubblicazione, ma l'occasione per divulgare il mio racconto di Natale 2022, oltre che su questo blog, anche attraverso un volume a tutti gli effetti, da donare ai miei lettori più affezionati. Per dare al libro una veste più "seria", inoltre, ho chiesto alla bravissima  Sabrina Bianchi di realizzare dei disegni a matita per accompagnare le mie storie, uno per ogni racconto, più quello della copertina, che potete ammirare qui a lato. Sabrina ha disegnato un albero di Natale "sgarrupato", che è un modo per dire che queste sono storie natalizie "atipiche". Sono molto contento del risultato e la ringrazio di cuore per i l suo contributo . Infine ho impaginato il volume e mandato tutto a ilmiolibr...

Il tavolo di ceramica di Caltagirone

" Come mia madre, anche io sentivo di più la mancanza della nostra famiglia durante le feste. Il ricordo indimenticabile ma irripetibile dei Natali della mia infanzia, a casa delle mie zie: la vigilia sempre a casa di zia Graziella, che cucinava sempre per l’occasione il baccalà fritto e i cavolfiori “affogati” nel vino; per Natale a pranzo da zia Rosetta, con la pasta al forno e il falsomagro; il pranzo di Capodanno sempre da mia zia Nerina, che come primo faceva sempre la pasta ripiena con il ragù. " In memoria di mia madre.  Scritto nel Dicembre 2020

La giocata dell'Uno

"Fra le tante occasioni rituali nelle quali ci riunivamo da Giacomo, una che mi è molto cara è la «giocata dell’Uno». Un capodanno ricevo un SMS che diceva, con lo stile sempre molto informale di Giacomo: “vieni a casa mia stasera per una giocata a carte, e non portare niente, è rimasto un sacco di roba del veglione e del pranzo!” E da allora la “giocata” si ripete ogni anno, tanto che ad un certo punto cominciammo a considerarla un appuntamento consueto, una occasione rituale, nella quale scambiarsi gli auguri di buon anno o nella quale si sperava di incontrare chi non si era riusciti a vedere, ad esempio, allo zuccu o in Chiesa." Scritto nel Dicembre 2019

U zuccu

" U zuccu che arde e illumina fa parte del mio immaginario della Vigilia di Natale esattamente  come il baccalà fritto, la scacciata e il cavolfiore ‘affogato’ nel vino. E anche se l’usanza di accendere alla Vigilia un grande falò si è diffusa in altri quartieri, come a San Giovanni o a Piazza Dante, solo il rito dello zuccu di Piazza Duomo è diventato un’occasione d’incontro irrinunciabile, un appuntamento fisso, e, per me, anche un simbolo." Scritto nel Dicembre 2018