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Babbo Natale rock

"Intanto si avvicinava il periodo in cui i negozianti pianificano le iniziative di Natale, ma le prospettive del centro musica erano affatto rosee. La sopravvivenza stessa del negozio era a rischio. L’anno prima le cose cominciavano già a non andare bene, ma i due coniugi erano riusciti comunque ad abbellire degnamente il negozio per Natale con addobbi in tema musicale, e sul palchetto era stato innalzato un albero pieno di luci e miniature di strumenti musicali. Allora, varcando l’ingresso del negozio, si poteva ancora respirare un’aria genuinamente natalizia..." Scritto nel Dicembre 2021  Le vicende narrate sono ispirate da una storia vera, ma elaborata dalla fantasia. Ogni riferimento alla storia reale, ove sussista, non è casuale, ma il racconto la trascende. E anche questo non è casuale.  

Il tavolo di ceramica di Caltagirone

" Come mia madre, anche io sentivo di più la mancanza della nostra famiglia durante le feste. Il ricordo indimenticabile ma irripetibile dei Natali della mia infanzia, a casa delle mie zie: la vigilia sempre a casa di zia Graziella, che cucinava sempre per l’occasione il baccalà fritto e i cavolfiori “affogati” nel vino; per Natale a pranzo da zia Rosetta, con la pasta al forno e il falsomagro; il pranzo di Capodanno sempre da mia zia Nerina, che come primo faceva sempre la pasta ripiena con il ragù. " In memoria di mia madre.  Scritto nel Dicembre 2020

La giocata dell'Uno

"Fra le tante occasioni rituali nelle quali ci riunivamo da Giacomo, una che mi è molto cara è la «giocata dell’Uno». Un capodanno ricevo un SMS che diceva, con lo stile sempre molto informale di Giacomo: “vieni a casa mia stasera per una giocata a carte, e non portare niente, è rimasto un sacco di roba del veglione e del pranzo!” E da allora la “giocata” si ripete ogni anno, tanto che ad un certo punto cominciammo a considerarla un appuntamento consueto, una occasione rituale, nella quale scambiarsi gli auguri di buon anno o nella quale si sperava di incontrare chi non si era riusciti a vedere, ad esempio, allo zuccu o in Chiesa." Scritto nel Dicembre 2019

U zuccu

" U zuccu che arde e illumina fa parte del mio immaginario della Vigilia di Natale esattamente  come il baccalà fritto, la scacciata e il cavolfiore ‘affogato’ nel vino. E anche se l’usanza di accendere alla Vigilia un grande falò si è diffusa in altri quartieri, come a San Giovanni o a Piazza Dante, solo il rito dello zuccu di Piazza Duomo è diventato un’occasione d’incontro irrinunciabile, un appuntamento fisso, e, per me, anche un simbolo." Scritto nel Dicembre 2018